14 agosto 2018 – 28 aprile 2020

Nel periodo trascorso dal crollo del ponte Morandi, con la conseguente
perdita di 43 vite, al completamento dell’arrivo in quota dello scheletro
del viadotto Polcevera (la fine del viadotto è ancora ben lontana), abbiamo assistito alla costruzione di una narrazione e al compimento della macchina di propaganda al pesto.

La tragedia è diventata una rinascita venduta a livello mondiale a suon di slogan che esaltavano la velocità di ricostruzione. Attraverso una comunicazione compiacente, la commemorazione lasciava spazio all’inaugurazione, come fosse un cambio di servizio al telegiornale. I politici perennemente in sfilata di fronte a plastici fantasmagorici e poco verosimili, che riempivano di immagini vuote gli occhi di osservatori lontani o distratti.

Come navigati coreografi, i professionisti dell’illusione trasformavano una strage di stato, senza ancora l’ombra di un responsabile, nel preludio di un futuro luminoso, anche a dispetto delle più basilari norme di sicurezza e di buonsenso in tempo di coronavirus.

Tutto ciò è ben lontano dall’essere una rinascita. “Senza giustizia non ci sarà pace” si sarebbe detto qualche anno fa di fronte ad un fatto anche meno grave per numero di morti. Oggi, Autostrade e i corresponsabili, che siedono sugli scranni del governo e delle istituzioni locali, se la sono cavata con pochi spiccioli e parole vuote. Domani noi continueremo a vivere una città spaccata in due: la città di sotto, depredata da ogni servizio essenziale, martoriata dalla totale assenza di manutenzioni, saccheggiata della sanità pubblica, e la città di sopra, costituita da vetrine ed effimere rappresentazioni di un potere che ha interrotto ogni confronto con i cittadini, per vestire i panni del commissario all’emergenza che tutto decide, in barba ad ogni procedura costituzionale.

Oggi non può essere una festa, poiché La vita delle persone non può essere il trampolino di lancio per qual si voglia interesse economico.

Ascolta la testimonianza di Sabrina abitante del campasso sulla situazione dell’elicoidale

CONDIVIDERE:

Leave a Reply