Siamo tutt* sullo stesso palco – Voci e lotte delle lavoratrici e lavoratori dello spettacolo

La crisi del coronavirus ha portato in luce la fragilità del comparto lavorativo dello spettacolo; fatto di troppe differenze contrattuali, troppo debole e con poche garanzie.

Dentro questo universo lavorativo si collocano professionalità differenti come ad esempio: attori, teatranti, musicisti, tecnici, persone che si occupano di fare produzione, facchini. Nel lavoro è chiesta un alta professionalità in un mondo che in Italia è pressoché invisibile dal punto di vista delle tutele lavorative.

Dal 24 febbraio scorso, quando è stata sospesa per decreto qualunque manifestazione iniziativa pubblica che comporti l’afflusso di pubblico in migliaia si sono ritrovati senza reddito e garanzie. A parole il decreto cura Italia ha tenuto conto della categoria ma in realtà la maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo sono stat* tagliat* fuori da ogni forma di aiuto e ammortizzatore sociale.

Dal 13 marzo nasce quindi il coordinamento autoorganizzato, che via a via raccoglie sempre più adesioni in tutto il paese, per cercare di fare valere i diritti e con l’idea di diventare protagonist* del proprio destino.

La prima fase è stata di studio nella quale, divisi in tavoli di discussione, si sono studiati i contratti con l’aiuto di avvocati del lavoro e sindacalisti.

Molti lavoratori si appoggiano a cooperative con contratti di tipo intermittente. questo tipo di contratto per come è strutturato in Italia non garantisce diritti fondamentali come la malattia, la mutua, le ferie, una continuità salariale per la mancanza di accesso agli ammortizzatori sociali come indennità di disoccupazione o sostegni al reddito. Molti altri sono lavoratori autonomi con partita IVA. Altri sono costretti a lavorare in ritenuta d’acconto o scritturati per brevi periodi.

Insomma una categoria abituata a vivere alla giornata, con orari a dire poco massacranti, tempi di lavoro serratissimi dettati dall’esigenza di avere la necessita di chiudere il cantiere e consegnare il lavoro in un tempo prestabilito come ad esempio l’inizio dell’evento.

Dopo tanto studio uscirà pubblicamente nei prossimi giorni il manifesto di rivendicazione delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo.

Qui sotto abbiamo raccolto e raccoglieremo tutte le testimonianze passate per RadiogrAMma in questi mesi di lockdown e le puntate dell’inchiesta radiofonica autogestita che il coordinamento sta diffondendo tra tutte le radio.

Buon ascolto!

Interventi del mondo dello spettacolo durante la prima assemblea radiofonica di RadiogrAMma

Intervista a Giovanni, coordinamento ligure delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo

Intervista ad Elio coordinamento nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo

Intervento di Marco a http://www.ciroma.org/

#sullostessopalco radio edition: il teatro

Saluti da Boosta, tastierista dei Subsonica