Ddl Zan : tutela per chi?

Dopo anni e anni in cui abbiamo richiesto a gran voce una legge contro i crimini d’odio, possiamo dire che “la montagna ha partorito un topolino”.
Potremmo dire di essere contenti che almeno passi il messaggio che ci vuole il rispetto per tutti i generi, gli orientamenti sessuali e identità esistenti,
però la legge contro l omolesbobistransfobia, l’abilismo e la misoginia rimane una di quelle leggi tanto belle sulla carta quanto inutile e di poca attuabilità nei fatti.
Analizziamo alcuni aspetti chiave:

  • intanto la legge Zan definisce l orientamento sessuale in maniera sorpassata perché tiene conto solo del sesso e non il genere, risultando escludente di altre identità sessuali, come ad es gli asessuali.
  • non definisce una linea chiara che distingua opinione e discriminazione. lasciando troppo spazio interpretativo ai singoli casi;
  • di conseguenza è poco applicabile , a meno che non si venga massacrati di botte e magari ti scrivano anche “frocio” sulla fronte , banalmente ,un’aggressione omobitransfobica potrebbe essere travisata come reato d’opinione o ridursi a chissà che altro.
  • ultimo, ma non per importanza, dato che a noi piace poco il discorso meramente punitivo, questo decreto rimane confinato nelle aule del tribunale e poco contribuisce a modificare il contesto sociale e culturale in cui queste discriminazioni proliferano, non agendo incisivamente sulle masse e informandole di queste problematiche.

Certo è sicuramente meglio di niente, ma di fatto il decreto Zan non apporta un valido sostegno alla lotta Queer.

Il NonCollettivoQueer

LSOA Buridda, Genova