RiMaflow

Reddito, Lavoro, Dignità, Autogestione

Un giorno del 2012 le lavoratrici e i lavoratori, della Maflow di Trezzano sul Naviglio, trovarono la fabbrica dove avevano lavorato per anni nel settore dell’Automotive chiusa. Nelle cassette della posta le lettere di licenziamento, senza nessun preavviso e neanche un’avvisaglia visto che le commesse erano cresciute negli ultimi tempi. Ma il neoliberismo funziona così genera profitto solo dallo sfruttamento ed è per questo che i padroni decisero di chiudere e trrasferire in paesi dovbe il lavoro costa meno.

Inaspettatamente le lavoratrici e i lavoratori decisero di occupare la fabbrica, nottetempo svuotata da ogni apparecchiatura e macchinario e iniziare un percorso di riconversione della stessa: una fabbrica recuperata, riconverteta da automotive verso il riuso e il riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche dando vita a una vera e propria Cittadella dell’altra economia.

L’Associazione Occupy Maflow, che prende il nome dai grandi movimenti di questi anni contro le politiche economiche e sociali liberiste dominanti (da Occupy Wall Street agli Indignados, dalle primavere arabe a Gezy Park, alle lotte di lavoratori e studenti contro il ricatto del debito e le dittature dei mercati), coordina tutte le attività che si svolgono all’interno di RiMaflow, la Rinascita della Maflow, che è anche il nome della Cooperativa che si occupa di riuso e riciclo. I lavoratori e le lavoratrici sono i soci fondatori.

L’Associazione Occupy Maflow si ispira alle società operaie di mutuo soccorso e alle grandi esperienze nate agli albori del movimento operaio e si relaziona in primo luogo con analoghe esperienze di autogestione in Italia e a livello internazionale: dalle fabricas recuperadas argentine alla Association pour l’autogestion francese (www.autogestion.asso.fr), alla biblioteca mediatica Workerscontrol.net. (www.workerscontrol.net).

Aderisce alla Rete Communia (www.communianet.org) e al Forum per una nuova finanza pubblica e sociale (www.perunanuovafinanzapubblica.it) e a “FuoriMercato” (www.fuorimercato.com)

Oggi RiMaflow dopo aver resistito più volte a tentativi di sgombero ed essere diventata un riferimento ha ri-occupato con regolare contratto, impegnati in svariati progetti etici, circa 200 dei 300 lavoratori della vecchia Maflow e punta a riassorbirli tutti. Recentemente ha vinto l’ennesima lotta contro il curatore fallimentare del capannone ex Maflow e dopo una lunga trattativa ha ottenuto in assegnazione un capannone per poter continuare le attività. La Pandemia non ha fermato RiMaflow che, nel momento di maggior bisogno e nella regione più colpita da covid-19, ha avviato la produzione di mascherine chirurgiche certificate anche dal politecnico di Milano (https://rimaflow.it/index.php/2020/05/16/mascherine-sanificate-solidali//)

Ascolta l’intervento di Luca di Rimaflow (https://rimaflow.it/) durante una delle nostre assemblee radiofoniche: