Atlantique ( Mati Diop, 2019)

Ultima proiezione estiva in Buridda, dal Parcheggio ( Piazzale Gagarin )

Dalle H 19.30 : Aperitivo con panini vegetariani e carnivori, birrette e vino critico a prezzi popolari.
H 21.30 Proiezione

Nonostante l’immagine esotica, rurale e selvaggia a cui ancora oggi viene associata nell’immaginario anglo-europeo, l’Africa è ormai soprattutto un luogo urbano, fatto da megalopoli e da uno sviluppo capitalistico sempre più ineguale e spietato. Lo vediamo all’inizio di Atlantique, opera prima di Mati Diop, che mostra il cantiere di un enorme grattacielo in costruzione a Dakar, e un gruppo di lavoratori dell’edilizia sul piede di guerra, perché il responsabile del cantiere è da tre mesi che non paga gli stipendi.

Sinossi:
Tra loro c’è Suleiman, giovane e aitante muratore, che sta intrattenendo una storia d’amore con Ada, una ragazza diciassettenne di una famiglia islamica tradizionalista. Entrambi però, che si vedono di nascosto in riva al mare, nascondono un segreto: lei è stata promessa in sposa a un riccastro locale, che a malapena la guarda in faccia; mentre lui sta per lasciare il Senegal per imbarcarsi su uno dei mezzi di fortuna che tenta, in mezzo a mille rischi, di attraversare l’atlantico per arrivare in Spagna. Il mare quindi – l’Atlantico del titolo – che è a un tempo lo sfondo sublimato di un amore giovanile, ma anche l’inferno di uno dei trauma più “repressi” e invisibili dei nostri tempi, costituisce l’immagine attorno a cui prende corpo il film.

Mati Diop, è la prima donna nera che ha partecipato al concorso di Cannes, costruisce un film sul controcampo delle migrazioni del mediterraneo, adottando un registro a metà tra il sovrannaturale e la descrizione realistica e politica di una generazione di giovani adulti senegalesi, tagliata in due dall’esperienza del trauma della migrazione verso l’Europa.