Corteo contro Minniti-Salvini, decreti assassini – Spezzone autogestito // 26 Gennaio 2019

Né con i fascisti, né con i padroni.

Scendiamo in piazza il 26 gennaio a Genova contro il decreto infame che porta la firma del Ministro dell’interno Salvini. Si chiama “decreto sicurezza” e contiene norme durissime contro i poveri, gli immigrati, e coloro che si ribellano in difesa dei diritti di tutti. Si tratta di una legge talmente inaccettabile e pericolosa da richiedere il massimo dell’unità nel contrastarla. Unità a cui non ci sottraiamo.
Diciamo però con altrettanta chiarezza che occorre porsi il problema di come contrastare realmente queste norme, capendone le radici politiche. Si tratta infatti di un peggioramento di altre leggi che da anni cadono sulle spalle dei più deboli.
Il decreto Salvini non fa che peggiorare il decreto Minniti-Orlando varato dal precedente governo Gentiloni. Negli scorsi anni altre leggi hanno portato a situazioni intollerabili a cominciare dalla Bossi-Fini col suo portato di razzismo, repressione e inciviltà.
In questi giorni stiamo lottando per evitare lo sgombero di 4 famiglie che hanno occupato uno stabile in Via Gramsci perché il diritto alla casa non esiste, nella nostra città come altrove. Qualche anno fa, il decreto Lupi votato anche dalle forze che ora fanno finta di contestare Salvini, ha imposto a chi occupa case il taglio delle utenze di acqua, luce e gas.
Le politiche di Salvini e del governo giallo-verde vengono quindi da lontano. Lottare contro queste norme barbare non è collocarsi sui diversi gradi di crudeltà tollerabile! E’ necessario invertire la situazione, affinché i più deboli, i lavoratori e gli sfruttati possano far valere i propri diritti, indipendentemente dalla loro nazionalità e colore della pelle.
Oggi il ceto politico sembra dividersi tra coloro che usano gli immigrati come capro espiatorio per alimentare la guerra tra poveri e chi considera gli immigrati come una massa di manovra ricattabile per abbassare i diritti di tutti.
Questa contrapposizione non ci rappresenta. Immigrati e poveri, per noi, sono soggetti con cui costruire alleanze e lottare per conquistare diritti e rivendicare un’accoglienza degna per tutti e tutte.
Per questo la molla dell’indignazione è sacrosanta ma non basta.
Bisogna combattere contro le leggi che vietano a chi vive nel nostro paese di godere appieno dei diritti. Occorre lottare contro le leggi sul lavoro che rendono tutti più precari e ricattabili cominciando dai più deboli. Occorre lottare contro l’ipocrisia di una Unione Europea che straparla di diritti ma poi chiude le frontiere con chilometri di filo spinato. Occorre lottare contro le false cooperative che in realtà sono agenzie di caporalato che sfruttano l’immigrazione per creare nuovi schiavi e spartirsi un bottino in cui a immigrati e poveri non resta un euro. Vogliamo respingere ogni attacco verso coloro che praticano lotte solidali attive nei confronti dei migranti in mare, sulle coste, sui confini contro attacchi meschini e ingiustificabili.
Occorre ridefinire il concetto di sicurezza. Oggi si muore ogni giorno sul lavoro, crollano i ponti autostradali che lo Stato ha regalato a privati senza scrupoli. Oggi, la criminalità organizzata trova terreno fertile perché lo Stato Italiano tiene milioni di cittadini in condizioni devastanti, privi di ogni diritto, sbattendoli fuori da ogni progetto di inserimento e accoglienza.
Se siamo qua è per dire che occorre unire le lotte dei cittadini italiani e degli immigrati contro i razzisti ma anche contro i padroni e gli speculatori. Se siamo qua è perché abbiamo intenzione di disobbedire al decreto sicurezza perché sosteniamo il diritto alla ribellione contro leggi ingiuste e disumane.

Diamo quindi appuntamento a chi condivide questi temi nel nostro spezzone che partirà sabato 26 dalla Stazione Marittima alle 14:00.


Lo spezzone è convocato e vede la partecipazione di
AutAut357
Buridda
Zapata
TDN
Partito Comunista dei Lavoratori Genova
Potere al Popolo Genova
Sinistra Classe Rivoluzione Genova
Rifondazione Comunista Genova
C.Li.Ci – Coordinamento Ligure Cittadini Immigrati

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