Dopo le macabre passerelle dei giorni post crollo del Morandi e le decine di promesse non mantenute, mentre genova cerca di riprendersi da uno dei più duri colpi della sua storia, le istituzioni locali, e in particolare il comune di Genova, riprendono a nutrire la bestia.

La bestia della svendita del patrimonio pubblico, la bestia della guerra tra poveri, dell’intolleranza,la bestia della “sicurezza”.

Una sicurezza declinata ideologicamente e usata come un’arma di distrazione di massa, per far avanzare politiche scellerate atte a colpire gli ultimi e i non omologati per nutrire quell’odio e quell’intolleranza che tanti frutti ha portato all’attuale giunta.

Mentre la sicurezza di cui abbiamo bisogno è quella del territorio, delle infrastrutture, del posto del lavoro soprattutto in quel ponente Genovese abbandonato da tempo e vittima sempre di più delle servitù inquinanti.
Assistiamo oggi allo sgombero dello spazio libero Utopia, luogo di condivisione restituito alla città 4 anni fa strappato all’abbandono di anni e al degrado, in qualche modo bonificato sia dal punto di vista politico che ambientale.

La nostra solidarietà attiva va ai compagni e alle compagne di Utopia e siamo consapevoli che Utopia non è un luogo ma un’idea e presto troverà una nuova casa.