La sveglia che suona al mattino presto anche di sabato certo non fa piacere, ma appena si parte si capisce al volo che ne valeva la pena.
Alle 8,30 i pullman davanti alla stazione di Genova Bolzaneto erano già in moto e nel giro di due ore e mezzo avrebbero portato centocinquanta cittadini della valpolcevera a Sanremo.
Il viaggio non era un viaggio di piacere né una gita con tanto di presentazione del pentolame. All’interno dei due pullman le famiglie che subiranno le conseguenze della costruzione della Gronda autostradale di Ponente. Persone che riunitesi in comitati territoriali e coordinatesi tra loro, da mesi organizzano presidi, volantinaggi e manifestazioni in lungo e in largo per la città di Genova.
Andare a Sanremo è un’opportunità come le altre per farsi vedere e per porre il problema. Usare la passerlla del festival come megafono!
Arrivati si inscena immediatamente un presidio in piazza Colombo; lo slargo che precede la zona rossa (per i tappeti) dell’Ariston. In piazza gente di tutta l’età ma per lo più famiglie e molti bambini, tutti quanti dotati della bandiera no gronda unica icona sotto la quale si riconoscono i partecipanti al presidio.
Da subito si ha la sensazione dei pesci fuor d’acqua: Sanremo è invasa da cacciatori di autografi, giornalisti mondani delle radio e delle riviste più assurde, starlette ben truccate e da visagisti e parrucchieri che presentano le proprie modelle come manichini. Pochi sanno di cosa si sta parlando, molti tirano dritti davanti a decine di cartelli, striscioni e a centinaia di bandiere nogronda.
Si decide pertanto di ritrovarsi più tardi e alla spicciolata provare a spuntare di fronte all’ingresso del teatro più citato e inquadrato d’Italia. Nel frattempo solo 1 minuto di servizio sul tg delle 15 di primocanale cita la presenta dei NoGronda a Sanremo, e sarà l’unico passaggio della giornata a parte una irruzione nella diretta delle 20.
Il festival è una bestia strana e a Sanremo si concentra in 4-5 vie: tutti scrutano e allungano il collo per scorgere il famoso di turno il cantante finalista o l’ospite speciale della serata che sta per iniziare. La pantomima trova il suo palcoscenico ideale intorno alla passerella vip, dove si assiepano migliaia di persone in attesa dell’ingresso trionfale del proprio beniamino, ma da lì passa solo chi ha sborsato migliaia di euro per assicurarsi una poltrona all’interno del teatro, per lo più rampolli e vecchie cariartidi delle famiglie borghesi italiane. Pellicce e strani capellini vengono osservati dai convenuti ed è normale vedere coppie formate da un vecchio bacucco e da una ventenne di colore (sia bianco che nero).
In questo ambiente surreale, anzi troppo reale: da reality, iniziano ad apparire le bandiere dei no gronda e da lontano, non troppo a dire il vero, il corno di Roberto, ricavato da una grossa conchiglia, inesorabilmente spernacchia la passerella. Roberto sottolinea sempre che quel tipo di corno viene usato a Murta per allontanare gli spiriti dei boschi e accogliere la primavera. Qualche spirito lo allontana anche da li quel suono baritonale e continuo sembra svegliare un attimo il pubblico presente ai piedi del festival e dirgli: Ehi non sei solo consumatore, utente, auditel o televotante… guardati intorno voltati ci siamo anche noi e come siamo qui oggi saremo ovunque sarà necessario essere perchè vogliamo difendere il nostro territorio.
Come per sottolinare questo urlo da dietro il comitato di Rivarolo innalza uno striscione con su scritto “anche se voi vi credete assolti sarete lo stesso coinvolti!”
Bernardo Traverso

