Tin Cup Prophette + Crëvecoeur + Dresda + Artiom Parchinski

Tin Cup Prophette + Crëvecoeur + Dresda + Artiom Parchinski

Tin Cup Prophette, su etichetta School kids da Athens Usa

Tin Cup Prophette, su etichetta School kids da Athens Usa

Tin Cup Prophette (School Kids - Athens USA)
violin driven indiefolk
Sito: myspace.com/tincupprophette

Etichetta: School Kids

Info: Il suo nome viene dalla tazzina che pendeva dalla custodia del suo violino quando andava in giro facendo busking per le strade di New York. Grazie ai molti layer di violino che mette in loop si è creata una credibilità nel giro Anti Folk della grande mela fino ad arrivare a guadagnarsi il posto in pianta stabile nella formazione di Shannon Wright. Una specie di Norah Jones che suona i pezzi dei Pixies, come è stata definita dalla stampa, Amanda Kapousouz è una adepta delle sonorità che rendono Andrew Bird un fenomeno. Indie suonato col violino invece della chitarra, che l’ha portata, ospite, anche nella serie natalizia del fan club dei REM.


 

Crëvecoeur su etichetta Drella da Nancy, Francia

Crëvecoeur (Drella - Nancy FRA)
atmosfere morriconiane d’oltralpe

Sito: myspace.com/wearecrevecoeur

Etichetta: Drella

Info: Tra Pascal Comelade e i Calexico, tra Ennio Morricone e i Ronin.

Press: “Mi piace pensare che i francesi siano tutti degli stereotipati figli di Jacques Tati, prima ancora che nostri compagni europei. Dirimpettai, a due passi da qui, svicoloni e guasconi, come un po’ tutto ciò che fa rima con campioni, a meno di un anno dalla sconfitta, loro, e dalla vittoria, nostra, della Coppa del Mondo di Calcio… Diciamolo subito, qui la finale si ripropone al volo metaforicamente in un confronto serrato con i nostrani Ronin. Forse esiste davvero un fil rouge che unisce la nostra identita europea, nel corrompere giovani menti male educate alle sonorità del punk riprogrammandole da qualche parte tra lo spaghetti western morriconiano, i balcani e la ruralità contadina delle nostre campagne. Nelle metropoli si cerca un filo rosso che ci riporti ai nostri avi, migrati qui da chissà dove alla ricerca di chissà cosa. Gli assalti sonici sono messi da parte, le ripercussioni kraute pure. In una sorta di sagra di paese tra chitarrini, casse basse e acustiche, trombe ci troviamo di fronte alla nazionale francese di indiefolk, il cui primario referente dalle nostre parti sono proprio i già citati milanesi. A tratti il paragone sfiora l`imbarazzante, un pareggio sportivo che vede prevalere i nostri solo ai supplementari, se non altro per campanilismo. Ma se ai due fulgidi esempi di re-azione in recupero della tradizione storica, viene sovrapposto come arbitro un prodotto come quello degli americani Brokeback, sorta di Tortoise acustici, eccoci, finalmente, a quadrare il cerchio di centrocampo. Tra una sega e un Sapientino, si fa strada dalla tribuna un pianoforte Tiersen-iano; un violino tzigano quasi A Hawk And A Hacksaw e un momento da campeggio al fuoco, così si dipana la interessante trama del dopopartita. E’ un gruppo che mi piacerebbe incontrare di persona per tastare se riescano anche dal vivo ad intessere le loro immaginifiche storie con la stessa maestria con cui dosano i mille strumenti ben rappresentati nello splendido artwork. Se sono spensierati e allegri come l`attore francese citato, credo sia più che lecito aspettarsi grandi cose, che sbocceranno magari in un leale confronto con la truppa capitanata da Dorella. E se i nostri si allontanano a bordo del loro galeone dei dannati, i Crevecoeur mi piace pensarmeli diretti chissà dove in bicicletta, con quell`andatura dinoccolata che solo il Tati di Giorno Di Festa riusciva a mantenere.”

sodapop.it


 

Dresda, post rock da Genova su Marsiglia records

Dresda (Marsiglia - Genova ITA)
post-rock in evoluzione

Sito: myspace.com/wearedresda

Etichetta: Marsiglia

Info: Gruppo dalle tante speranze e ampie doti nel proporre un post rock strumentale che spazia nelle sonorità dei numi tutelari del genere: Mogwai e GodspeedYou!BlackEmperor. Chitarre arpeggiate, crescendo epici, basso e batteria in costante battere e spingere.


 

Artiom Parchinski (Minsk Bielorussia)
folk post sovietico

One Trackback

  1. [...] ore 22:00 > Concerto (vedi dettagli). [...]

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